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Noticias de Venezuela en el Mundo
Venezuela rechaza enérgicamente pretensiones ilegales de aplicación de Protocolo de Ushuaia PDF Imprimir E-mail
Escrito por MPPRE   
Lunes, 07 de Agosto de 2017 09:57

266

El Ministro del Popular para Relaciones Exteriores, Jorge Arreaza, dio lectura este sábado al Comunicado Oficial emitido por el Gobierno de la República Bolivariana de Venezuela en rechazo a la Declaración emitida en São Paulo, Brasil, de fecha 05 de agosto de 2017, suscrita por los Cancilleres de Argentina, Brasil, Paraguay y Uruguay, mediante la cual pretenden aplicar ilegalmente a Venezuela el Protocolo de Ushuaia sobre Compromiso Democrático en MERCOSUR. (Versión en Italiano)

Última actualización el Lunes, 07 de Agosto de 2017 10:12
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Venezuela protesta e respinge Dichiarazione attraverso cui si intende applicare illegalmente contro il Venezuela il Protocollo di Ushuaia riguardo l’impegno Democratico nel MERCOSUR PDF Imprimir E-mail
Escrito por MPPRE   
Lunes, 07 de Agosto de 2017 08:01

000 COMUNICADO OFICIAL

La Repubblica Bolivariana del Venezuela protesta e respinge con forza la dichiarazione rilasciata a San Paolo, Brasile, il 5 agosto 2017, firmata dai ministri degli Esteri di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, con cui si intende applicare illegalmente contro il Venezuela il protocollo Ushuaia sull'impegno democratico nel MERCOSUR.

La Repubblica Bolivariana del Venezuela lancia un allarme a tutte le popolazioni del mondo riguardo il pesante atto d'ingerenza di coloro che alterano le vie legali per avallare interventi erratici che violano i più elementari principi del diritto internazionale. Si tratta di nefasti interessi anti-integrazionisti che hanno trasformato il MERCOSUR in un organo di persecuzione politica contro il Venezuela, tentando di sviluppare un percorso di illegalità e intolleranza politica simile a quello subito dalla Repubblica di Cuba negli anni '60 del secolo scorso.

Venezuela ratifica con forza che l'attuazione del Protocollo di Ushuaia non è appropriato, in quanto si basa su presupposti falsi, su ipotesi illegittime che non corrispondono a fini legali compatibili con le disposizioni di tale legislazione. È la seconda volta in meno di un anno, che si cerca di sospendere arbitrariamente il Venezuela dall'organizzazione attraverso argomenti artefatti, ciò dimostra il palese tenore interventista, e lontano dalla legge, di questi ministri degli Esteri della nuova Triplice Alleanza, così come la vera intenzione politica che li motiva. Rimarranno nella storia i nomi dei presidenti e dei ministri degli Esteri che hanno preso questa decisione aberrante e illegale.

L'uso della dichiarazione dei quattro Ministri degli Esteri del 1 aprile 2017, indicata come preambolo di questo nuovo comunicato di oggi, non corrisponde a Ushuaia, né alle norme del diritto internazionale, né al sistema legale fondatore e derivato dal MERCOSUR; al contrario, costituisce un atto di corruzione contro l'integrità dell'organizzazione, un atto che utilizza una matrice mediatica per giustificare sanzioni ingiuste, prive di base giuridica e addirittura inesistenti all'interno del sistema dell'ordinamento costitutivo dell'organizzazione.

È di fondamentale importanza far sapere alla comunità internazionale, la falsità riguardo il presunto disinteresse del Venezuela a voler partecipare a un incontro per trovare soluzioni costruttive e adattate alla norma. La Repubblica Bolivariana del Venezuela ha confermato, pienamente, per mezzo di una lettera del Ministro degli Esteri del 27 luglio 2017, la sua disponibilità al dialogo sincero, proponendo la realizzazione di una riunione nella città di Caracas durante la prima settimana di agosto 2017, nel rispetto dei principi del diritto internazionale e del reciproco rispetto, nel debito riconoscimento del caso di arbitrato proposto dal Venezuela contro gli altri Stati e riconoscendo la piena condizione del Venezuela come membro dell'organizzazione; e non sotto le minacce di applicare il Protocollo di Ushuaia.

Se si aprisse un dibattito sui principi e la tutela della democrazia, sarebbero i governi che oggi condannano il Venezuela quelli che dovrebbero "giustificare" il motivo per cui non hanno ratificato il proprio impegno per l'eredità democratica regionale, attraverso i protocolli Ushuaia I e Ushuaia II; dei quali, per inciso, la Repubblica Bolivariana del Venezuela, come Stato membro del MERCOSUR, è l'unico che ha completato le procedure interne per attuarli dal punto di visita del diritto e renderli efficaci all'interno del proprio ordinamento giuridico costituzionale. L'unico governo contro il quale si dovrebbe applicare legalmente il Protocollo di Ushuaia è quello che oggi mal governa il Brasile, guidato da una tragicommedia di mafie economiche e parlamentari che non godono neanche della legittimità del voto, che invece possono ostentare il governo del presidente Nicolás Maduro e la nostra sovrana Assemblea Nazionale Costituente che si è recentemente insediata a Caracas con l'appoggio pieno di un popolo che desidera pace.

La Repubblica Bolivariana del Venezuela, fedele alla sua vocazione integrazionista che è eredità del Comandante Hugo Chávez, reitera il suo invito al discernimento, chiede il rispetto per l'autodeterminazione dei nostri popoli, rivendicando il rispetto delle norme del diritto internazionale ed esige la cessazione degli atti anti-giuridici di attacco a discapito dei diritti del Venezuela come stato membro del Mercosur e come popolo libero, sovrano e indipendente della Nostra America.

Niente e nessuno può sospenderci illegalmente dal MERCOSUR. Venezuela fa parte del MERCOSUR perché è radicata nei cuori dei popoli, nessuno potrà evitare che questi cuori continuino a battere per la speranza della liberazione e della giustizia di milioni di persone.

Caracas, 05.08.17

 
CNE respinge dichiarazioni contro il sistema elettorale PDF Imprimir E-mail
Escrito por CNE   
Viernes, 04 de Agosto de 2017 14:14

265

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE TIBISAY LUCENA RIGUARDO LE DICHIARAZIONI
DELL'IMPRESA CHE FORNISCE SERVIZI AL POTERE ELETTORALE


Il Potere Elettorale venezuelano intende informare riguardo le gravi dichiarazioni del rappresentare dell'impresa che fornisce servizi al sistema elettorale del Consiglio nazionale Elettorale, Antonio Mugica.

Si tratta di un opinione senza precedenti da parte di una compagnia che nel processo elettorale ha come unico compito quello di fornire determinati servizi e supporto tecnico che non sono determinati peri suoi risultati.

Queste dichiarazioni sono state fatte in un contesto di aggressione permanente, iniziato due settimane fa, contro il potere Elettorale venezuelano che, come è noto, comprende anche la sanzione da parte del governo degli Stati Uniti contro la mia persona, in qualità di presidente del Potere Elettorale per l'unica ragione di aver organizzato un'elezione universale, diretta e segreta, alla quale erano abilitati al voto tutti i venezuelani e le venezuelane registrati nelle liste elettorali. Una sanzione che viene dall'aver compiuto e rispettato la Costituzione e le leggi venezuelane.

Questa azione del governo degli Stati Uniti ha interessato anche altri fornitori che prestano servizi alla nostra istituzione e già sappiamo che sono stati bloccati i loro conti all'estero.

Siamo stati anche vittime di violenza. Prima delle elezioni, abbiamo dovuto trasferire 1.200 seggi elettorali a causa dell'assedio e dell'impossibilità di aprirli; la sera prima delle elezioni in alcuni stati, come per esempio lo stato Lara, abbiamo dovuto spostare alcuni seggi a causa di attacchi sistematici, fino a quando siamo riusciti a trovare un posto sicuro per gli elettori e le elettrici. Durante il giorno delle elezioni, abbiamo subito attacchi diretti a quasi 200 seggi elettorali, compresi attacchi con granate e colpi di fucile; pertanto è stato necessario, durante il processo di voto, spostare alcuni centri per garantire la continuità del processo elettorale e proteggere gli elettori dalla violenza.

Finora, 181 macchine per il voto sono state bruciate. La nostra istituzione ha sofferto e continua a soffrire attacchi informatici alla pagina web ufficiale.

Questo dimostra l'inedita situazione di assedio, che si sviluppa all'interno di una strategia per distruggere l'istituto elettorale e impedire la realizzazione delle elezioni per l'Assemblea Nazionale Costituente.

E adesso, tre giorni dopo le elezioni, e un paio d'ore dopo l'insediamento dell'Assemblea Nazionale Costituente, vengono fuori le dichiarazioni del portavoce di una società che, grazie a diversi processi elettorali di successo in Venezuela, è riuscito a farsi strada negli Stati Uniti.

Ciò che garantisce la trasparenza e la credibilità del sistema elettorale venezuelano non è certo una società privata, con sede al di fuori del paese. Il sistema elettorale venezuelano possiede un sistema di procedure di sicurezza che consegnano ai cittadini l'ultima convalida.

Nella sua dichiarazione, Antonio Mugica ha detto che una verifica permetterebbe di conoscere la cifra esatta della partecipazione al voto e afferma testualmente: "Stimiamo che la differenza tra la quantità annunciata e quella rilevata dal sistema è di almeno un milione di elettori", e chiudo la citazione.

Si tratta di una dichiarazione irresponsabile sulla base di stime che non si fondano sui dati che ha a disposizione solo il Potere Elettorale. Ma ciò che risulta ancor più grave è che l'azienda Smartmatic ha partecipato a tutti i controlli, ha impostato la propria chiave per la crittografia dei file per proteggere le applicazioni implementate sulla piattaforma elettorale. Queste verifiche comprendono la certificazione del software della macchina e del sistema che adesso viene messo in dubbio. Ciò significa che qualsiasi manipolazione, come quella segnalata da Mugica, disconosce che Smartmatic fa parte del sistema di sicurezza del conteggio dei voti.

Nei fatti, il signor Mugica, sta mettendo in discussione i risultati di un'elezione in cui, il suo unico ruolo, era quello di fornire un servizio a questa istituzione.

Il Potere Elettorale si riserva le azioni legali che corrispondono a tali dichiarazioni irresponsabili.

Questa escalation arriva dopo tre giorni di calma nel paese, tre giorni senza barricate. Tre giorni in cui il paese è in pace. Abbiamo difeso le elezioni ed i loro risultati in tempi difficili. Così abbiamo fatto nel 2007, nel 2013 e nel 2015 e lo faremo di nuovo.

Coloro che sono coinvolti in queste aggressioni contro la democrazia, mirano a buttare nel vuoto le persone che hanno partecipato alle elezioni. Intendono trasformare la gioia della pace in una sconfitta. Continuano a ignorare e nascondere più di 8 milioni di venezuelani.

Il Potere Elettorale lo ha detto e oggi lo ribadiamo. I venezuelani non sono soli. Questa istituzione e i suoi funzionari difenderanno il diritto di tutti i cittadini ad esprimersi in pace e in democrazia e che la sua volontà sovrana espressa attraverso il voto venga rispettata.

 
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