emb_italia
Violenza contro il Potere Elettorale: Delitti contro la Democrazia PDF Imprimir E-mail
Escrito por CNE   
Miércoles, 09 de Mayo de 2018 13:32

04 violencia contra el poder electoral CNE VE es


Dal 2007, il Consiglio Nazionale Elettorale del Venezuela è stato vittima di attacchi e atti di violenza che, anche se non hanno impedito lo svolgimento degli eventi elettorali- hanno colpito la normalità democratica del paese. Tali attacchi, talvolta organizzati e condotti da dirigenti e partiti politici, vengono realizzati attraverso aggressioni dirette contro le sedi, le autorità e il personale del CNE, comprese contro le loro famiglie.

L'attacco diretto al CNE è un fatto senza precedenti nella vita politica del paese e manca di riferimenti anche a livello internazionale. Attraverso tali azioni, i gruppi di minoranza di attivisti politici hanno esercitato una pressione deplorevole e vergognosa su tale organismo elettorale, raggiungendo elevati livelli di violenza che rappresentano veri e propri reati punibili penalmente. Come in molti paesi del mondo, in Venezuela costituisce reato ogni atto di natura violenta che disturbi o tenti di impedire il normale sviluppo dei processi elettorali.

La violenza contro il CNE ha diversi obiettivi e modalità che influenzano significativamente l'atmosfera civile nella quale deve essere realizzato un evento elettorale. L' obiettivo finale è minare la credibilità dell'istituzione elettorale al fine di screditare le sue prestazioni e stimolare lo scontro politico.

In particolare, i ripetuti atti di molestie e aggressioni fisiche contro i funzionari del Potere Elettorale sono preoccupanti. Di seguito si riportano alcuni di questi fatti:

• 2013:

  • Alla fine delle elezioni presidenziali di quell'anno, l'allora candidato dell'opposizione, Henrique Capriles, disconobbe i risultati e invocò le violenze di piazza e contro il CNE, che causarono la morte di 11 persone.
  • o Furono attaccate sette sedi del CNE e i lavoratori negli Stati di Anzoátegui, Mérida, Monagas, Sucre, Trujillo, Zulia e Yaracuy vennero assediati.
  • o Alcuni dirigenti dell'organo elettorale furono perseguitati nelle loro abitazioni: tra loro, il presidente del CNE, Tibisay Lucena, la cui casa venne assediata, e i residenti rapiti da gruppi violenti, nella notte del 15 aprile.
  • o Il 16 aprile, durante una manifestazione a sostegno del CNE nelle vicinanze del quartier generale, sita nello Stato Zulia, un giovane fu assassinato da alcuni cecchini.

• 2014:

  • Durante queste violente proteste promosse dall'opposizione, tra i mesi di febbraio e giugno, nel contesto della cosiddetta Operazione La Salida, sono state attaccate le sedidi tre uffici del CNE negli Stati di Lara, Táchira e Anzoátegui;
  • La sede del CNE ubicada nello Stato Zulia è stata completamente bruciata e distrutta;
  • Anche le residenze personali di alcuni alti funzionari del Consiglio elettorale nazionale sono state oggetto di disturbi e aggressioni
  • Per alcuni mesi, i blocchi stradali o di accesso alle urbanizzazioni in alcuni comuni del paese, hanno disturbato l'accesso al quartier generale del CNE, impedendo gli spostamenti del personale dalla casa al lavoro

• 2015:

  • Nel corso del 2015, i principali leader dell'opposizione hanno condotto una campagna screditante nei confronti del CNE e dei suoi funzionari. Fin dai primi mesi di quell'anno, è stata avviata un'operazione mediatica con quattro matrici negative contro tale organismo elettorale: il CNE autorizza le frodi, non è autonomo, non è imparziale e scoraggia il voto dell'opposizione. Alla fine delle elezioni parlamentari di quell'anno, i cui risultati diedero la maggioranza all'opposizione, non vi fu alcuna rettifica da parte dei rappresentanti e leader dell'opposizione riguardo agli attacchi realizzati.

• 2016:

  • Trabajadores y trabajadoras del Consejo Nacional Electoral se vieron forzados a solicitar amparo constitucional, al Tribunal Supremo de Justicia, como consecuencia de amenazas a su integridad física y los impedimentos ocasionales de acceder a sus sitios de trabajo.
  • Nel contesto delle attività dell'opposizione collegate alla richiesta di ottenere un referendum revocatorio del Presidente della Repubblica, il Consiglio Nazionale Elettorale ed i suoi lavoratori sono stati nuovamente sottoposti ad assedio da parte di gruppi politici di oppositori;
  • Durante la giornata di convalida delle firme, nel mese di giugno dello stesso anno, più di 20 tra funzionari e funzionarie sono stati sottoposti ad aggressioni verbali e fisiche nell'esercizio delle loro funzioni.
  • Diversi rappresentanti del CNE, incluse le più alte autorità, sono stati presi di mira con campagne di odio sui social network da parte di leader politici dell'opposizione;
  • Gli edifici di cinque sedi del CNE negli Stati Tachira, Trujillo, Carabobo, Yaracuy, Merida e Lara sono stati attaccati a più riprese, anche attraverso spari e lanci di dispositivi incendiari.
  • Le autorità del CNE, in tre occasioni, sono state costrette a sospendere le attività lavorative dell'istituzione, a seguito di manifestazioni violente contro le sedi amministrative, come misura per prevenire aggressioni contro i funzionari;
  • Alcuni lavoratori del Consiglio Nazionale Elettorale sono stati costretti a chiedere una protezione costituzionale alla Corte Suprema di Giustizia, come conseguenza delle minacce alla loro integrità fisica e all' impedimento occasionale all'accesso ai loro luoghi di lavoro.


Screditare l'arbitro elettorale. Negli ultimi anni, l'organo elettorale è stato bersaglio di una crescente campagna di discredito, rivolta soprattutto contro le sue autorità. Questa campagna che usa i media, e in particolare i social network e che incita all'odio nei confronti delle autorità e dei lavoratori elettorali possiede due obiettivi principali:

  1. Svalutare le funzioni del CNE agli occhi della comunità nazionale e internazionale. Questa campagna cerca di separare il sistema elettorale, riconosciuto nel suo buon funzionamento, dalle decisioni e dalle politiche adottate dalle sue autorità, presentando le autorità come "delinquenti".
  2. Rompere e indebolire la credibilità dell'istituzione, intimidando e tentando di demoralizzare - attraverso accuse mediatiche – i funzionari e i lavoratori dell'organo di gestione elettorale.

In particolare va ricordata una campagna condotta nel 2016 contro il Presidente del corpo elettorale, Tibisay Lucena, un grave esempio di violenza di genere e incitamento all'odio. Tale aggressione, volta a danneggiare l'onore e la reputazione della presidente, oltre al suo ambiente familiare, è stata una costante cui sono state sottoposte le autorità del corpo elettorale.

2017. Violenza durante l'elezione dell'Assemblea nazionale costituente

Il Consiglio Nazionale Elettorale ha subito una violenza politica diretta a partire dal momento in cui ha legittimamente convocato - in conformità con le disposizioni della Costituzione - l'elezione dell'Assemblea Nazionale Costituente (ANC).

L'opposizione politica, che ha rifiutato di partecipare alle elezioni del 30 luglio, ha lanciato appelli pubblici per sabotare e ostacolare il processo elettorale, in aperta violazione della Costituzione e delle leggi elettorali.

In Venezuela, l'appello all'astensione in un'elezione costituisce un delitto elettorale. Impedire con forza il diritto di voto ai cittadini da parte dei partiti politici che hanno vita e hanno ottenuto incarichi elettorali con lo stesso sistema elettorale è senza dubbio un deplorevole arretramento politico da parte di un settore del paese.

Nei giorni prima delle elezioni, i funzionari e funzionarie elettorali sono stati vittime della campagna di incitamento all'odio, sono stati sottoposti ad aggressioni e abusi nei loro luoghi di lavoro e nella loro abitazioni per costringerli a consegnare le macchine per il voto e il materiale elettorale per distruggerle.

A causa di alti livelli di violenza nei confronti del processo elettorale costituzionale del 30 luglio espresso in attacchi diretti alle sedi istituzionali, infrastrutture elettorale e personale, il CNE ha dovuto dettare misure straordinarie in più di 150 comuni per garantire il diritto di voto degli elettori venezuelani.

Queste misure includevano:

  • Spostare i centri di voto delle aree colpite dalla violenza.
  • Stabilire le condizioni affinché gli elettori delle zone colpite dalla violenza possano votare in qualsiasi altro centro di votazione nel loro comune.
  • Aprire centri di votazione di emergenza in città come Caracas.
  • Adottare ulteriori protocolli di sicurezza per garantire la trasparenza del voto.


La piattaforma di votazione automatizzata (macchine per le votazioni, apparecchiature di trasmissione e materiale elettorale) è stata distribuita in alcuni comuni del paese in mezzo a pesanti violenze stradali e barricate che hanno bloccato l'accesso ai seggi elettorali. I dipendenti dell'Organismo elettorale hanno assunto questo incarico, con gravi rischi per la loro integrità fisica, e il risultato positivo è attribuibile ad una profonda e mistica dedizione al servizio , da parte del personale elettorale.

Il giorno prima delle elezioni, diversi centri di voto sono stati presi d'assalto da gruppi violenti e in alcuni luoghi sono state bruciate macchine per il voto e materiale elettorale. Tuttavia, la maggior parte delle infrastrutture elettorali era protetta dallo staff, a rischio della propria vita. Diversi lavoratori del CNE sono stati aggrediti per strada solo per aver indossato l'uniforme e i segni distintivi dell'istituzione.

Il giorno delle elezioni e in pieno svolgimento delle votazioni, un seggio elettorale nello stato di Táchira, nella parte occidentale del paese, fu attaccato con colpi di arma da fuoco. Al centro, i centri di votazione nello stato di Guárico sono stati bombardati con bombe incendiarie. Nonostante questo, i capi responsabili dei centri hanno mantenuto custoditi i voti che erano già stati effettuati.

Oltre alla violenza fisica, questi lavoratori dell'Organismo elettorale hanno anche affrontato una campagna di intimidazione nei social network da parte di Provea, un'organizzazione dedicata alla protezione dei diritti umani, il cui contenuto e portata sono stati segnalati al momento.

  • Alla fine di questo processo elettorale, il CNE ha contato:

Aggressioni dirette contro più di 200 funzionari elettorali.
Più di 200 macchine per il voto distrutte.
Attacchi alle diverse sedi, una delle quale parzialmente bruciata.
Attacchi a veicoli e abitazioni di funzionari elettorali.

  • Gli stati più colpiti, nelle loro infrastrutture e anche loro funzionari sono stati Táchira, Mérida, Barinas, Zulia, Aragua, Barinas. Il CNE ha anche ricevuto aggressioni nei comuni degli stati di Anzoátegui e Miranda.


Un totale di 49.947 funzionari , il personale tecnico, e venezuelani, che esercitano funzioni come membri del servizio elettorale nei seggi sono stati direttamente colpiti dalla violenza nei confronti del processo elettorale. Vediamo alcuni esempi qui:

CAMPAGNE ANONIME NELLE RETI SOCIALI

Negli ultimi tre anni le campagne anonime di incitamento all'odio contro le autorità elettorali sono aumentate di frequenza e intensità.

Aprile 2016

Última actualización el Miércoles, 09 de Mayo de 2018 13:44
 

Otras Noticias

TRAMITES

 

056

CNE
DERECHOS HUMANOS PARA EL BUEN VIVIR
plan de derechos humanos
boton
boton embajador
pabellon 1
constitucion